Catania sporca: “nuova” emergenza spazzatura

Catania sporca

Diceva il principe Tancredi nell’indimenticabile Gattopardo di Tomasi di Lampedusa: «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi». Così molto è cambiato in questi mesi – a partire dal sindaco, che è stato sospeso con una nota della Prefettura il 24 gennaio 2022. Eppure, alcuni problemi rimangono tali, o meglio – si ripresentano, “nuovi”, pur essendo ben conosciuti alla cittadinanza. L’ultimo video è quello del camioncino affittato i cui guidatori, indisturbati, scaricano nel quartiere Nesima moltissimi rifiuti – alcuni dei quali ingombranti. E non bastano più le denunce dei vip a dichiarare Catania sporca: una discesa vorticosa, fra sporcizia, inefficienze e inciviltà.

Bersani: “Catania sporca”

A riaccendere il riflettori sulla questione ci ha pensato Samuele Bersani. In concerto qualche giorno fa proprio nella cittadina etnea, ha ammesso dal palco del teatro Metropolitan: «Vengo sempre molto volentieri a Catania. Ho pure fatto le vacanze qui. Ma devo dirvelo: non ho mai visto la città così sporca». Non si tratta di un “J’Accuse…!” in piena regola, quanto piuttosto di un’osservazione di un ammiratore della città. Non che già in passato non siano giunti anche altri commenti in materia da parte di vip, come quelli di Selvaggia Lucarelli.

Samuele Bersani

Pronta la replica del sindaco Roberto Bonaccorsi «Esprimo il mio ringraziamento a Samuele Bersani per l’attenzione mostrata verso la città di Catania, dando finalmente rilievo mediatico alle denunce che da settimane e mesi lanciamo, circa la straordinarietà di una grande città a cui non viene data la possibilità di conferire i rifiuti in discarica.»

Catania sporca? la risposta del Sindaco: “Lavoriamo senza sosta”

Il sindaco avrebbe invitato il cantante a raggiungerlo a palazzo degli Elefanti perché in tal modo, a sua detta, avrebbe avuto un quadro della situazione. Infatti il primo cittadino avrebbe aggiunto a seguito nella nota come «la spazzatura da alcuni giorni non viene raccolta dalle strade di Catania per il ripetersi della saturazione della discarica di Lentini. E il Comune e l’Amministrazione sono vittime come tutti i cittadini di Catania e di tanti altri Comuni della Sicilia di una situazione paradossale: obiettivo delle legittime rimostranze, ma nei fatti senza alcuna possibilità di incidere sulle decisioni.»

Bonaccorsi avrebbe poi precisato come la sua volontà di risolvere il problema non è mai venuto meno. «Da giovedì scorso stiamo lavorando, senza sosta, con gli organi regionali che autorizzano le discariche. L’obiettivo è trovare una soluzione che ci faccia uscire da questa nuova emergenza che periodicamente si ripresenta. Anche grazie alla sensibilità finora mostrata dai vertici della Regione, confido che tra pochi giorni la situazione ritorni alla normalità senza i disservizi attuali. Di questi ultimi soffriamo direttamente e di cui comunque, nonostante non siamo responsabili, ci scusiamo

Infine, il sindaco ha risposto al dubbio del cantante, rimbeccando la frecciatina. «Se è vero che, analogamente a Reggio Calabria, a Catania il sindaco è sospeso è vero anche che, il sottoscritto, opera con gli stessi poteri e le stesse responsabilità del primo cittadino. Dispiace che Bersani – ha concluso il sindaco facente funzioni di Catania – sia caduto nel ‘tranello’. Considerato che chiude la sua riflessione con la frase ‘O non c’è un sindaco, oppure non so…’, per fugare ogni suo dubbio rinnovo l’invito nel Palazzo di Città».

Legambiente: inceneritori non sono la risposta

Nel frattempo Musumeci ha annunciato l’idoneità di due progetti per la costruzione di altrettanti termovalorizzatori. Le due strutture sono quelle di Gela ed di Catania, in zona Pantano d’Arci. Assolutamente contraria la voce di Legambiente Sicilia, il cui presidente Gianfranco Zanna. «La scelta del Presidente Musumeci di volere gli inceneritori è scellerata e insostenibile, per l’ambiente e per le tasche dei siciliani. Come per quelli di Cuffaro, alla faccia della rottura con il passato, faremo di tutto per fermarli.»

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Zanna ha poi continuato: «Sui rifiuti, così come per le nuove trivellazioni alla ricerca di gas nel mare siciliano, il presidente Musumeci continua ad offrire soluzioni vecchie, con una visione dello sviluppo e della sostenibilità superata da un paio di decenni. Oggi le priorità sono la raccolta differenziata, il riciclo di materia e l’economia circolare, ambientalmente ed economicamente di gran lunga preferibili sia alle discariche che agli inceneritori.»

«Scegliere la strada degli inceneritori significa accettare che il tetto massimo di raccolta differenziata per la Sicilia sarà il 65 per cento. Molto al di sotto degli obiettivi fissati dall’Europa. Un’ipotesi inaccettabile, fatta da chi non ha più forza, serietà e autorevolezza e sceglie, quindi, scorciatoie propagandistiche. Inoltre, visti gli anni che occorreranno per la loro eventuale realizzazione, non meno di 8, gli inceneritori di Musumeci non beneficeranno più dell’esenzione oggi prevista per le emissioni climalteranti dovute a incenerimento dei rifiuti. Quindi, i siciliani, oltre a pagare lo smaltimento in questi impianti (in mano ai privati) dei rifiuti prodotti e che la Regione ha deciso oggi di non voler più recuperare e riciclare, dovranno anche pagare nella Tari il costo delle emissioni dannose per il clima.»


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