Catania e dintorni: non si ferma l’emergenza spazzatura

Catania e dintorni: non si ferma l’emergenza spazzatura

Gli ultimi anni sono stati difficili ovunque: se già prima c’erano certamente problemi, ci si è ritrovati, d’improvviso, sommersi fino al collo. Ma i catanesi potrebbero battere ancora una volta ogni previsione e trovarsi sommersi fino al collo anche di… spazzatura. Un problema che, ciclicamente, torna a vessare gran parte delle cittadine del Sud (qualche mese fa era stato il turno di Palermo). Adesso è la cittadina etnea a essere entrata in crisi, ma in realtà quasi un terzo delle città siciliane è in difficoltà.
Se Catania è fra le città che ha pagato un prezzo più alto è anche perché i livelli di raccolta differenziata sono ancora lontani dall’attestarsi ai livelli ottimali. Una crisi che stavolta è stata causata dalla saturazione della discarica di Lentini, che nell’ultimo anno era anche andata alla ribalta delle cronache per essere stata sequestrata ai due fratelli proprietari nell’ambito di un’azione anti-corruzione. Con la misura della discarica ormai colma, la Regione ha ridistribuito i rifiuti nelle altre discariche dell’isola, ma tale soluzione palliativo potrebbe cessare di avere effetto nel giro di breve tempo.

La denuncia di Selvaggia Lucarelli

La reazione della politica

L’assessore dell’Ecologia Fabrizio Cantarella si è scusato dopo il post della Lucarelli con « tutti quei cittadini che pagano la Tari e che fanno la differenziata». Il motivo è presto detto, visto che stando alle parole dell’assessore è a causa dell’alto numero di rifiuti indifferenziati se Catania versa in pessime condizioni. «Il disservizio si è creato – ha spiegato l’assessore – a causa delle grandi quantità di rifiuto indifferenziato lasciate da chi non fa la differenziata. Nei luoghi ove vi è la raccolta differenziata il ritiro è avvenuto puntualmente. L’emergenza è stata subita dal Comune poiché determinata dal funzionamento a singhiozzo della discarica e grazie all’impegno dell’amministrazione e alle interlocuzioni del sindaco con la Regione si è trovata una soluzione per il conferimento dei rifiuti. L’inciviltà di molti ha portato a far crescere a dismisura i cumuli di rifiuti, addirittura ostruendo il passaggio di alcune vie.»
Misterbianco spazzatura
Via San Nicolò – Misterbianco (CT)

Anche secondo il commento di Cantarella però la Lucarelli ha toccato un punto nevralgico della situazione dell’isola: «Ha centrato un problema molto importante che è quello dei rifiuti, peccato che ignori che la Sicilia paga decenni e decenni di arretratezza anche in ambito ambientale e infrastrutturale. I termovalorizzatori vengono realizzati in tutte le parti d’Italia ma in Sicilia non esistono e il piano rifiuti è rimasto per tanto tempo sul tavolo del ministro Costa. E’ vero e concordo con la giornalista: la Sicilia ha bisogno d’aiuto. Ciò di cui ha bisogno è di avere una vera autonomia e di non dipendere da Roma per le decisioni sulle strutture o non avrebbe bisogno di avere un ricorso al Tar di alcune associazioni che hanno fatto annullare l’articolo 5 dello Sblocca Italia che prevedeva la realizzazione di 2 termovalorizzatori».
Anche il presidente Musumeci, soprattutto negli ultimi tempi, era tornato con insistenza sui termovalorizzatori ma a lungo non si è fatto nulla e adesso è difficile pensare che, sebbene la tornata elettorale sia vicina e la produttività dei politici notoriamente salga, possa cambiare qualcosa.

Intanto si è cercato di tamponare il problema, come spiega l’assessore Cantarella, che non risparmia però un contrattacco alla giornalista: «Abbiamo iniziato a ripulire le varie zone cittadine e c’è voluto qualche giorno per via dell’arretrato. Quando la Lucarelli ha pubblicato quella foto l’emergenza era già abbondantemente superata perché il sabato precedente avevamo ripulito quel sito, che è stato oggetto di lavaggio e sanificazione così come gli altri. Quindi se si fosse informata avrebbe avuto conoscenza delle condizioni della via.»

Le scuse di Pogliese

Anche il Sindaco è intervenuto sull’argomento, con un lungo post su Facebook, e anche in questo caso si è trattato solamente di un parziale mea culpa. Il Sindaco ha sì chiesto scusa («sento di dover chiedere scusa ai cittadini per questi disagi e le immagini che stiamo vedendo nei quartieri») ma ha anche ribadito come «la causa non è certo addebitabile a nostre responsabilità, visto che sono ben 150 i Comuni che hanno subito la chiusura di una discarica, quella della Sicula Trasporti, ormai satura».
Pogliese ha poi accusato il sistema delle discariche e ha passato la patata bollente al suo predecessore, reo di aver aggravato la situazione «con il precedente appalto, che ha previsto il “porta a porta” in una parte minima della Città, lasciando a circa 270 mila catanesi le file di cassonetti che si riempiono dei rifiuti anche dell’hinterland». Addita come correi i cosiddetti pendolari dei rifiuti «che vengono a gettare l’immondizia da noi, anche in questi giorni terribili, senza rispetto e fregandosene dei cumuli infiniti sulle strade. Ognuno pensa a sé stesso, senza preoccuparsi delle conseguenze. E non abbiamo potuto cambiare sistema e non potremo farlo fino alla scadenza contrattuale. Dobbiamo subire e pagare gli errori altrui» .

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