Ricetta Lardu Chinu

Lardu Chinu

Il lardu Chinu
Il lardu chinu è il famoso pollo ripieno, piatto tipico delle feste natalizie di Natale e Capodanno. In Sicilia viene servito nelle zone di Ragusa, Trapani e Messina. Il pollo è quell’alimento semplice e leggero che può essere accompagnato con qualsiasi condimento e contorno, ha un basso contenuto calorico ed viene utilizzato nella cucina asiatica, araba e italiana.
Ingredienti
1 pollo
120 gr di riso
1 cipolla
60 gr di carne macinata o fegatini di pollo
salsa di pomodoro
sale e pepe
130 ml di vino bianco
300 ml di brodo
Parmigiano grattugiato
Procedimento
Come prima cosa bisogna rosolare all’interno di una padella cipolla, olio d’oliva, sale e pepe per creare il soffritto. In un secondo momento si aggiunge la carne macinata e la salsa di pomodoro, sarà pronto quando la salsa si sarà ridotta. Il secondo step è quello di tostare il riso a fuoco vivo sfumandolo assieme a del vino bianco e del brodo per terminare la cottura. Si riduce la fiamma e si copre con un coperchio. Il tempo necessario è di cerca quindici minuti perché il riso deve essere al dente, togli il coperchio e lascia che il liquido venga assorbito. La carne si deve raffreddare e poi verrà aggiunto il riso, nel frattempo il forno deve essere preriscaldato a 200°, si procede con l’unione della carne al riso cosparsa di formaggio, sale e pepe a piacere. Ora si procede con la pulizia del pollo che andrà cosparso di sale al suo interno. Il pollo andrà poi riempito con carne e riso, si cucisse con del filo per sigillare il tutto affinché non fuoriesca nulla e si metterà a rosolare con del vino bianco. In forno il pollo dovrà stare per circa un’ora, se non vuoi utilizzare il forno sarà sufficiente procedere con una cottura di trenta minuti su carta stagnola cosparsa di pepe nero, timo e olio extravergine d’oliva. L’ultima parte di cottura si fa senza carta stagnola e così per altri trenta minuti. Per finire il piatto si andrà a tagliarlo e si cospargerà il tutto con sugo di cottura.
Curiosità
La Sicilia è una terra ricca di sapori e la sua cucina rispecchia quelle che sono le caratteristiche della regione. Essendo stata terra di dominazione tutti i popoli hanno lasciato qualche eredità culinaria, dal cous cous originario dell’Africa al vino degli antichi Fenici. Non esiste solo il cibo che può essere servito nei piatti, è quello di strada, usanza nata già nell’antica Roma, che attira di più come i famosi arancini, riso fritto e passato con il pan grattato che può essere bianco o rosso in base al ripieno.
Le crocchette di patate e la focaccia farcita con verdure, pomodoro e acciughe. La Sicilia per gli antichi romani era molto importante perché rappresentava il loro granaio essendo una terra rigogliosa di grano. Il babà fu una rivisitazione del pane, era sufficiente cuocerlo e poi affogarlo nel vino e miele.
Gli spagnoli sono stati coloro che hanno introdotto le spezie come i peperoni, le zucche, i pomodori, il cacao. La cassata siciliana, i cassateddi, le sfingi frarici, i cartocci furono opera delle suore di clausura che con le nuove spezie si dilettavano nella creazione di dolci.
Gli svevi importarono lo stoccafisso fondamentale per alcuni piatti messinesi come il pesce stocco a ghiotta, ma non solo, incentivarono la costruzione di castelli al cui interno si preparavano piatti con carni rosse e pesci molto grandi destinati alla nobiltà.
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