Villa Bellini per i Catanesi a Villa

Villa Bellini per i Catanesi a Villa

Chi da buon catanese non conosce o non è mai andato “a villa”?

La sua creazione si ebbe grazie al Il principe Ignazio Paternó Castello V di Biscari, il quale lo realizzò secondo le caratteristiche tipiche di allora, con siepi strutturate a formare labirinti, ed è per questo che prese il nome di “Labirinto”.
Dopo la morte del principe Ignazio Paternò Castello V di Biscari, il giardino Bellini fu venduto al comune di Catania dalla proprietaria Anna Moncada Paternò Castello discendente dagli eredi del principe, per la somma di lire:106.473 una cifra notevolissima per quell’epoca.
Il giardino Bellini, subì delle trasformazioni in modo tale da renderlo atto allo scopo per cui era stato acquistato.
Venne aperto al pubblico, e divenne presto meta abituale delle famiglie catanesi che vi portavano i bambini a giocare, mentre gli adulti passeggiavano e scambiavano due chicchere.
Tra la fine dell’ 800 e nei primi del ‘900 sempre nel giardino Bellini c’era il venditore di ciambelline, di nome Gaspare, detto: Aspanu, un uomo sui 45 anni con la pelle liscia pulita e senza barba, ne vecchio ne giovane.

monumenti villa bellini
Gaspare, portava un cestello sospeso al collo con una cinghia e con la voce a cantilena che con i suoi modi adatti e argomenti convincenti faceva in modo tale da far piangere i bambini per ottenere dal papà i croccanti geminati col sesamo.
Aspanu, era molto noto in tutta la città ma nessuno seppe mai qualcosa della sua vita privata, neanche il suo cognome.
Ad un certo punto, questo forestiere venuto non si sa da dove scomparve dalla circolazione: ormai carico di anni, anche se aveva sempre la faccia di un fanciullo, si rintanò nell’albergo dei vecchi. E li morì.
Nella villa Bellini, per i catanesi (‘a villa) fu realizzato un giardino zoologico con voliere e volatili in libertà, il piccolo zoo venne arricchito di molte varietà di uccelli, anatre, oche e cigni nelle varie vasche del giardino e pavoni in libertà; poi rettili e serpenti nelle gabbie, scimmie ed altri piccoli animali, in un apposito recinto; c’era anche un elefante donato alla città di Catania dal circo Orfei, ma oggi tutto ciò non esiste più.
Sin dalla sua apertura, fu considerato uno dei più bei giardini d’Europa, con la sua posizione incantevole, con un panorama suggestivo e meraviglioso in cui campeggia il grandioso fondale dell’Etna.

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Autore: Pippo Costanzo


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