Trunzo di Aci: proprietà e piatti

Trunzo di Aci: proprietà e piatti

Sembrerà strano ma anche per il cibo c’è una moda, oggi la tavola si è internazionalizzata e in essa ritroviamo pietanze tipiche del nord America o della Cina, gusti nuovi che invogliano a provare, odori particolari che stuzzicano la nostra fantasia.
Così, a poco a poco, ci sono piatti che vengono dimenticati, prodotti locali sconosciuti anche ai nativi perché allontanati dalle nostre mense al solo scopo di gustare qualcosa di insolito.
Ecco allora, tra questi, torna alla memoria “u trunzu di Aci”; diciamo la verità, quanti delle nuove generazioni lo conoscono?
Ma cos’è il “Trunzo”?
Semplicemente un cavolo rapa ( famiglia brassicaceae o cucifere) ma di una varietà tipica del territorio delle Aci.
Il suo aspetto è inconfondibile, foglie larghe di un bel verde scuro, la parte edule è piccola rispetto al fogliame e si caratterizza per le striature violette, un colore che ricorda quello di altre piante della stessa famiglia (cavoli, broccoli) coltivate in un terreno lavico così com’è quello delle aree etnee.

Cavolo rapa proprietà

Trunzo di aci proprieta
Come tutte le crucifere u “trunzu” è ricco di sali minerali e vitamine e secondo le ultime ricerche si ritiene che abbia un potere detossificante e quindi che ci aiuti a prevenire l’insorgenza dei tumori.
Il fertile terreno sul quale cresce lo impreziosisce di sostanze benefiche per il nostro organismo.
Nonostante le sue salutari proprietà, come molti altri ortaggi, frutti o altro, nuove e più redditizie coltivazioni lo hanno soppiantato quasi del tutto, inoltre la sua coltivazione si è spostata in altri luoghi perdendo quasi il “patrocinio” dell’acese.
Mia mamma si ricorda ancora quando, catanesi o siciliani provenienti da altre zone dell’isola, al conoscere le sue origini acesi le dicevano che al suo avvicinarsi vedevano viola oppure le foglie del “trunzo “ che ondeggiavano ma erano battute così semplici e leggere che ci si scherzava sopra.
A volte, invece, nel constatare la caparbietà di una persona si diceva “avi ‘a testa chiù dura du trunzu”, ancora oggi i catanesi prendono in giro gli acesi tirando fuori il cavolo rapa.
Ma perché si dice ‘a testa chiù dura du trunzu?
In effetti la parte edule di questo ortaggio, rotonda e violetta la gente dell’Etna la chiama testa e, nel tagliarla ci si accorge che tanto morbida non è.
Ecco allora le affinità che legano gli abitanti dell’acese con questo ortaggio.

Cavolo rapa pietanze

Cavolo rapa di acireale
Una delle cose più prelibate del “trunzu” è l’insalata ma nel prepararla occorre tanta ma tanta pazienza.
Si inizia con le foglie, quelle piccole e tenere che si trovano vicino la “testa”, lavate, sovrapposte l’una con le altre e avvolte a rotolo devono essere tagliate sottilissime come capelli (e questa è una vera e propria arte).
Si passa poi a sbucciare la testa che, se il cavolfiore è maturo ed è stato appena raccolto, non è fibrosa e dura ma tenera e bianca.
Anche questa si taglia a fettine sottilissime e trasparenti e si aggiunge ai filini di foglie.
Adesso si condisce, olio sale e aceto, una bella rigirata e pronta in tavola.
Vi confesso, un po’ difficile da digerire, ma squisita e particolare nel gusto.

Minestra

Cavolo rapa
Un altro piatto tipico della tavola della prima metà del novecento e oltre era “u trunzu a minestrina”.
Anche stavolta si utilizzano le foglie più piccole e tenere ma non occorre tagliarle sottilissime, dopo averle lavate, basta sminuzzare solo quelle più larghe e la testa, lavata e sbucciata deve essere tagliata a fette spesse e larghe.
Si mette sul fuoco una pentola con poca acqua, quando bolle versare il trunzo, salare e aspettare che cuocia un po’, poi spegnere.
Nel frattempo, in una padella, mettere dell’olio d’oliva e soffriggere dell’aglio, appena si colora toglierlo dall’olio e aggiungere dei pomodori spezzettati, sale, farli cuocere fino a quando saranno saporiti al punto giusto, poi unire il cavolo sgocciolato, pepe e scaglie di parmigiano.
Adesso cuocere della pasta corta tipo penne oppure eliche, scolarla e condirla con questo sugo.
Vi assicuro, una delizia e tanto sapore di antico.

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