Mostra beni recuperati dalla GdF apre a Riposto

Mostra beni recuperati dalla GdF apre a Riposto

Quante volte ci siamo detti che la nostra terra avrebbe molto da offrire, se non fossimo noi stessi i primi a depredarla? Ci siamo dovuti arrendere spesso alla voracità dei predatori di tombe, all’avarizia di mercanti e collezionisti che hanno smerciato beni preziosissimi, perduti prima di poter giungere alla collettività. E non solo beni archeologici o culturali, ma spesso anche edifici, terreni o altri possedimenti, poi sequestrati al criminale o al mafioso di turno. Non sempre queste storie sono a lieto fine, ma la mostra dei beni recuperati che ha aperto a Riposto di queste storie ne racconta molte e tutte a lieto fine.

Si chiama “Materiali ritrovati. Dal sequestro alla confisca alla valorizzazione. Un esempio del territorio catanese” . Come il titolo esplicita, si tratta di una mostra permanente dedicata a tutti quei beni che sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza e restituiti quindi alla legalità. E’ stata allestita nella caserma “Nunzio Inzerilli” a Riposto, nel catanese, e annovera icone, reperti archeologici, statuette settecentesche, tutte recuperati dalla Guardia di Finanza e ora esposti in formula permanente. La mostra – finanziata dalla Regione Siciliana, tramite l’assessorato dei Beni culturali e dell’identità siciliana, e dal reparto tecnico logistico amministrativo Sicilia della Guardia di Finanza – costituisce un esempio significativo di musealizzazione dei reperti antichi, illegittimamente sottratti e detenuti da privati, restituiti alla collettività grazie all’opera di prevenzione della Guardia di Finanza e, in particolare, della Compagnia di Riposto.

Musumeci, “Mostra beni recuperati è sintesi fra legalità e cultura”

inaugurazione mostra

E’ stato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci a inaugurare l’esposizione qualche giorno fa. A riguardo, il governatore ha detto: «Questa mostra è un omaggio al lavoro delle forze dell’ordine. In particolare, della Guardia di Finanza per essere riuscita a recuperare un vasto patrimonio culturale sottratto alla fruizione e allo Stato, ma è anche un segno evidente di collaborazione tra le istituzioni. Abbiamo la necessità di rimettere assieme questo ampio “tesoro” archeologico, che non è minore. Non si tratta solo di opere e reperti trafugati, ma anche di quelli stipati nei depositi regionali o statali. Se li utilizzassimo potremmo aprire molti altri musei. Per questo, con la Carta di Catania che abbiamo sottoscritto due anni fa, abbiamo elaborato un progetto per affidare provvisoriamente ai privati questi beni e farli fruire e ammirare anche nelle strutture ricettive. Il patrimonio culturale – ha concluso il presidente della Regione – è un motore di crescita della nostra Isola».

Presenti all’inaugurazione anche prefetto di Catania Maria Carmela Librizzi, il comandante provinciale della Guardia di Finanza generale Antonino Raimondo, il comandante della compagnia di Riposto capitano Marco Burcheri, il sindaco Vincenzo Caragliano, la sopraintendente ai Beni culturali Irene Donatella Aprile, il rettore dell’Università di Catana Francesco Priolo, il sostituto procuratore di Catania Assunta Musella.

Riposto mostra permanente

Mostra Musumeci inaugurazione

 La mostra è stata finanziata dalla Regione Siciliana, tramite l’assessorato dei Beni culturali e dell’identità siciliana. Inoltre, è stata finanziata dal reparto tecnico logistico amministrativo Sicilia della Guardia di Finanza. Come più volte riportato, la mostra costituirà un esempio significativo di musealizzazione dei reperti antichi, illegittimamente sottratti e detenuti da privati. Tali beni saranno ora restituiti alla collettività grazie all’opera di prevenzione della Guardia di Finanza e, in particolare, della Compagnia di Riposto.

I beni, dati in concessione dalla Soprintendenza etnea ai finanzieri, fanno parte di un sequestro operato diversi anni or sono in due distinte operazioni. Dapprima sequestrati e poi definitivamente confiscati per sentenza del tribunale e quindi assegnati al demanio della Regione Siciliana, come già accaduto in altri casi simili, sono rimasti fino ad oggi confinati nei depositi.

Adesso vengono restituiti alla collettività. L’allestimento è stato progettato seguendo un ordine cronologico, ipotizzando, in base alle consolidate conoscenze della costituzione dei corredi funerari di diverse epoche nel territorio siciliano, la possibile composizione originaria dei contesti.

La mostra sarà resa disponibile in via prioritaria nell’ambito della progettualità “Educazione alla legalità” per tutti gli studenti, nonché per finalità di studio e ricerca. La mostra sarà visitabile su appuntamento, contattando il numero 095.931288.

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