Catania: Eruzione dell’Etna del 1669

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Catania- Eruzione dell'Etna del 1669
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Catania: Eruzione dell’Etna del 1669:L’ultima eruzione che aveva distrutto Bronte ci fu nel 1651 e, malgrado un lasso di tempo piuttosto corto,

l’Etna tornò a eruttare tra la fine del febbraio e l’inizio del marzo 1669, meno di venti anni dopo.

Nicolosi fu tra i primi paesi ad accorgersi che la terra era tornata a tremare e tra i primi a sopperire; la serie di sismi che si era verificata, stava preannunciando l’eruzione che sarebbe seguita. Belpasso seguì a ridosso nella sventura: dal versante occidentale, quello tra il Monte Nocilla e il Monte Fusara, si aprì un nuovo squarcio nel suolo. Inesorabilmente la lava si mosse e continuò il suo cammino.
Eruzione dell'Etna del 1669
Quasi a metà marzo erano già state travolte dalla lava anche Mompileri e Mascalucia, addirittura qui un braccio di lava era già più lungo di 2 miglia. Oltre alla lava una grande quantità di cenere invase tutto il circondario, adagiandosi sul terreno e rendendolo scuro. Un frastuono nel terreno arrivò fino a Catania, facendola tremare. A poco a poco, la lava si faceva strada verso Camparnaruzzu di Lineri, mentre scompariva del tutto il paese di Nicolosi, salvo solo un campanile a triste memento.
Ad oriente, la lingua infuocata si diresse verso il lago di Nicito, ormai quasi in città.
Un acquedotto fu distrutto con tutto ciò che gli era accanto. Seguendo la pendenza la lava entrò a Catania, il 23 aprile, in piena notte, rischiarando con il suo calore il buio delle tenebre. Il castello Ursino rimase circondato fino a che la lava prese la direzione del mare per tuffarvici l’11 luglio, giorno del suo definitivo arresto.
 

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