Vaccini anti Covid19: come sta cambiando la nostra vita

E’ trascorso poco più di un anno da quando un coronavirus sconosciuto è piombato su tutta l’umanità investendo e sconvolgendo le nostre vite. Presto abbiamo imparato ad adeguare il nostro stile di vita per non incorrere nella patologia battezzata Covid 19 (dall’anno in cui sono stati scoperti i primi casi): abbiamo imparato a disinfettare di…

Coronavirus vaccinazione

E’ trascorso poco più di un anno da quando un coronavirus sconosciuto è piombato su tutta l’umanità investendo e sconvolgendo le nostre vite.
Presto abbiamo imparato ad adeguare il nostro stile di vita per non incorrere nella patologia battezzata Covid 19 (dall’anno in cui sono stati scoperti i primi casi): abbiamo imparato a disinfettare di continuo le nostre mani, a non salutarci stringendoci la mano, a non abbracciarci. A stare lontani tra non conviventi un metro e anche più, a portare la mascherina all’aperto e al chiuso, a trascorrere da soli Pasqua, Natale e Capodanno. Ma anche ad incontrarci, fare lezioni, interrogazioni, riunioni, palestra, festeggiare compleanni, a raccontare fiabe ai nostri nipotini, tutto via web.
Anche il nostro vocabolario si è arricchito: termini come RNA, mRNA, Astra Zeneca, Pfizer, sintomatico, asintomatico, Reitera, Sputnik, droplet, Moderna, proteina Spike e altri ancora, sono sulla bocca di tutti, soprattutto adesso che stiamo conoscendo, sulla nostra pelle, i vaccini, con i loro benefici e i loro effetti collaterali.
vaccino anticovid 19

L’efficacia dei vaccini anti Covid19

Come tutte le pandemie ad eziologia virale l’unica arma che abbiamo per sconfiggere il virus sono proprio i vaccini che, approntati in un tempo brevissimo, stanno dando dei buoni risultati.
Sono lontani i tempi quando il vaiolo mieteva vittime senza avere strumenti per difendersi; a Napoli nel 1768 morirono di vaiolo 60.000 persone in poche settimane e ogni anno a causa dello stesso virus l’Inghilterra contava 40.000 decessi. Senza tener conto di coloro che restavano deturpati in modo irrimediabile per tutta la vita.
Da quando furono scoperti i vaccini l’uomo ha vinto sul vaiolo, infatti nel maggio 1979 l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha annunciato che il virus responsabile della malattia è scomparso dalla Terra.
Per il Sars Covid 19 abbiamo a disposizione due tipi di vaccini: quelli a vettori virali, modalità già utilizzata per altre tipologie di malattie da virus e quelli di nuovissima generazione a mRNA.

I vaccini anti Covid19 a vettore virale

astrazeneca vaccino open days
I vaccini a vettore virale si avvalgono dell’uso di un adenovirus, (virus il cui codice genetico è scritto in un DNA); un tratto di questa molecola contiene le informazioni per produrre la proteina che sta sulla superficie del coronavirus responsabile del Covid 19, la proteina Spike.
E’ importante sottolineare che “Gli adenovirus utilizzati come trasportatori sono stati resi incapaci di replicarsi e quindi non possono diffondersi nell’organismo.” così come troviamo scritto nel sito dell’AIFA in data 28 aprile 2021. Il comunicato specifica ancora “questi adenovirus trasportatori penetrano in alcune cellule della persona vaccinata dove il frammento di DNA trasportato dal virus avvia la produzione temporanea della proteina Spike.
La presenza di questa proteina estranea stimolerà il sistema immunitario a reagire producendo anticorpi che, legandosi alla proteina Spike, impediranno al virus del COVID-19 di entrare nelle cellule.”
Ecco il meccanismo che tutti i vaccini a vettore virale utilizzano;l’ EMA (European Medicines Agency – Agenzia Europea per i Medicinali) e l’ AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) per questa tipologia di vaccino hanno autorizzato l’uso di : AstraZeneca chiamato in un secondo momento Vaxzevria, e Johnson & Johnson ma nel mondo ne esistono altri ad es. uno di produzione russa detto Sputink che è stato utilizzato nella repubblica di S. Marino.
Di questo gruppo, il vaccino che ha registrato più somministrazioni in Italia è AstraZeneca, e la sua efficacia è stata dimostrata dai risultati: “in tutti i partecipanti che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino, a partire da 22 giorni dopo la prima dose non si sono osservati casi di ospedalizzazione (0%)” Comunicato AIFA del 28 aprile 2021.
Purtroppo però si sono registrati anche dei casi di trombosi per cui gli effetti collaterali di questo vaccino hanno determinato anche perdite di vita umana.
Per questo all’Università di Perugia, un gruppo di ricercatori coordinato dal professore Giuseppe Nocentini ha effettuato una ricerca pubblicata poi sulla prestigiosa rivista internazionale Journal of Autoimmunity.
Questo gruppo ha consultato gli elementi contenuti nella “banca dati” dell’Ema e ha confrontato i casi di effetti avversi del vaccino AstraZeneca con quelli del vaccino Pfizer.
Naturalmente in questa banca sono raccolti tutti i dati osservati in Europa.
Da questa ricerca, per il vaccino AstraZeneca, emerge che “dà molti più effetti avversi non gravi e gravi” del vaccino Pfizer e che “Gli effetti avversi gravi correlati a trombocitopenia e trombi venosi hanno una frequenza di 1 caso ogni 9000 dosi”.

Vaccini a mRNA

Vaccinazione Sicilia
Questa tipologia di vaccini, di recente realizzazione, utilizzano un RNA messaggero che contiene un messaggio, sotto forma di codice genetico, per produrre la proteina Spike.
L’mRNA, inoculato nel corpo tramite vaccino, una volta penetrato nelle nostre cellule le induce a produrre la proteina Spike che, a sua volta, determina la produzione di anticorpi.
I vaccini a mRNA utilizzati in Italia sono Pfizer e Moderna; consigliati prima per gli ultra ottantenni e per le persone fragili adesso vengono anche somministrati per coloro che hanno ricevuto la prima dose AstraZeneca e hanno avuto pesanti effetti collaterali oppure che si trovino sotto i 50 anni di età ( vaccinazione eterologa).
Il commissario straordinario all’emergenza Coronavirus, generale Francesco Paolo Figliuolo, nella puntata di Domenica In, su RAI 1, del 27 giugno 2021 ha dichiarato che ”Il 60% della platea dei vaccinabili ha avuto una dose” e che “Lo stato d’emergenza teoricamente finisce a fine luglio però penso che il governo sia molto cauto”.
Infatti al momento attuale lo spauracchio è la variante delta, ancora non del tutto conosciuta, nonostante questo la situazione epidemiologica attuale va migliorando, da lunedì 28 giugno non abbiamo più l’obbligo delle mascherine all’aperto e “Abbiamo solo 11 casi per 100mila abitanti in 7 giorni a livello nazionale”. Così ha dichiarato, in un’intervista a ‘La Repubblica’, il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e anche segretario del Cts, Silvio Brusaferro.
In chiusura possiamo affermare che il mondo dei vaccini anti Sars Covid-19 è molto vario e soprattutto complesso e non è facile né districarsi tra le notizie né trarre delle conclusioni se non temporanee, ogni giorno ci aggiorniamo con nuove affermazioni e nuove indicazioni dovute sia all’osservazione dei dati sperimentali che dalle mutazioni del virus che purtroppo, sono tante e repentine.
Dunque occorre sempre tenersi informati per affrontare al meglio un’epidemia che sta scuotendo l’umanità intera.


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