Monopattini, a Catania scattano i furti

Monopattini a Catania

Storie di ordinaria inciviltà, che d’altronde si affiancano ai pregi della nostra bellissima terra con atavica e morbosa fermezza. Perché non è la prima volta che sentiamo qualcosa di questo tipo e già ci viene di dire “Cosa vi aspettavate, era prevedibile!”. Un ragionamento che cela un’assunto di scetticismo tremendo e terrificante, un’esame di realtà impietoso che esprime al contempo rassegnazione e brutale onestà verso uno dei profondi mali che affligge la nostra terra.

Monopattini a Catania: il progetto eco di Helbiz

Monopattini Catania furti
Succede che un’azienda scommetta su un bel progetto su Catania, e non un’azienda qualunque, bensì Helbiz. La società newyorkese, fondata nel 2015 e leader globale nei servizi di micro-mobilità, ha conquistato il suo posto nel mondo gestendo biciclette, monopattini, motorini elettrici. Il segreto di questa formula di successo è l’uso di una sola user-friendly piattaforma, su misura e di cui l’azienda è proprietaria, con oltre 40 licenze nelle città in tutto il mondo. Un business in forte espansione, dato che conta già 2,7 milioni di utenti registrati e che sempre la medesima azienda sta espandendo i suoi prodotti e servizi per la vita urbana includendo servizi di live streaming, consegna di cibo, servizi finanziari e altro, tutti accessibili all’interno della sua app mobile.
«Helbiz è stata fondata con l’intenzione di rivoluzionare il trasporto diventando una soluzione perfetta dell’ultimo miglio che privilegia la semplicità e la convenienza. Per basarsi su questo obiettivo iniziale, la Società si impegna a continuare a spingere i confini tecnologici e ad esplorare i servizi per il futuro di domani» si legge sul sito dell’azienda.

Rubati e danneggiati i monopattini Helbiz a Catania

Succede che, come per un famosissimo servizio di Car Sharing, anche qui Catania ci tenga a far conoscere la sua reputazione alla – fin troppo ottimista – società newyorkese. Così, a poche ore dall’esordio dell’azienda nella città etnea, è arrivata la prima comunicazione dell’Helbiz che parla di ripetuti furti e atti vandalici. Se i veicoli avevano avuto una buona risposta, con i catanesi che avevano accolto l’iniziativa «in modo ottimale, con quasi 500 corse in poche ore», non ci è voluto molto perché si mostrasse anche il rovescio della medaglia.
Monopattino
Così, è arrivata la nota della società che ha ammesso come «occorre registrare che l’azienda, fin dalle prime ore, ha subìto furti e atti vandalici a danno dei propri mezzi, arrivando persino al recupero di un monopattino nei pressi di Caltanissetta».
Una vicenda paradossale, che non può non far sorridere il catenese avvezzo a tali situazioni ma che certamente avrà lasciato basiti i responsabili dell’azienda. Anche perché, appunto, i mezzi dispongono di un accurato sistema di protezione: «ogni mezzo è dotato di un rilevatore Gps, che permette il controllo in tempo reale di eventuali furti o manomissioni che lo renderebbero inutilizzabile». La reazione perplessa dell’azienda è stata tale che, nella nota, si sono sentiti di dover precisare «che il furto è un reato perseguibile penalmente», certamente non spiegandosi una tale quantità di furti.
Una “performance” oltretutto inutile, visto che proprio in virtù del gps «tutti i mezzi in questione sono stati recuperati, con conseguente denuncia verso le persone responsabili, anche grazie al supporto della polizia locale e alla perfetta sinergia con l’amministrazione comunale».
Monopattini elettrici

Helbiz non getta la spugna

Nonostante la partenza inaspettatamente dolceamara però la società newyorkese ha deciso di continuare a investire sul nostro territorio: «La presente nota è coerente con il costante impegno di Helbiz per contribuire alla creazione di una mobilità sicura a beneficio di tutti gli utenti. Helbiz vuole inoltre esprimere la massima volontà nel proseguire l’attività a Catania, certa di avere l’appoggio e il sostegno di tutti i cittadini, che sapranno apprezzare e valorizzare il servizio offerto. Si ringrazia l’amministrazione comunale per la collaborazione che verrà garantita in questo comune percorso verso una mobilità più sostenibile».
La speranza, cui noi stessi forse siamo i primi a non coltivare, è che situazioni di questo tipo possano cessare e non portare l’azienda ad abbandonare la città, come accaduto già in altre circostanze.

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