La chiesa madre di Misterbianco

La chiesa madre di Misterbianco

La Chiesa Madre di Misterbianco è una delle chiese più grandi del Paese catanese. La chiesa ha la classica forma a croce latina con 3 navate. Con i suoi 44 metri di altezza, 51 di lunghezza e 22 di larghezza è il maggiore tempio di Misterbianco, l’opera architettonica più mirabile e più amata dai misterbianchesi. L’imponente facciata romanica è realizzata in pietra bianca di Priolo ed è completa di capiteli, colonne, rosoni e una loggia centrale dove è collocata la statua della Madonna delle Grazie. L’interno è ricco di affreschi e adornato con preziose opere come una statua della Madonna del XVI sec. Attribuita a Antonello Gagini (1478-1536), una statua di Sant’Antonio da Padova, due dipinti raffiguranti “le anime del Purgatorio” e “San Francesco d’Assisi” e due crocefissi lignei.

All’interno della Chiesa Matrice sono presenti anche 2 dei 4 ceri della festa del Santo patrono del paese, Sant’Antonio Abate.

chiesa madre di misterbianco

Alla fine del 1600 due devastanti calamità si abbatterono sulla provincia catanese: la disastrosa eruzione del 1669 e uno dei più catastrofici terremoti della storia che, nel 1693, rase al suolo la maggior parte dei centri abitati della Sicilia Orientale. L’unico testimone che era sopravvissuto all’eruzione nel vecchio sito di Misterbianco -ingoiato letteralmente da due grandi braccia di lava la notte del 29 marzo – era il Campanile della Chiesa Madre. Fuoriusciva dalla colata lavica ma si sarebbe schiantato definitivamente sotto le scosse tremende del sisma del ’93, lasciando alla comunità dei profughi solo la preziosa e pesante campana. Parte dei sopravvissuti rimase sul sito terremotato, deciso a ricostruire sul fronte lavico case e una nuova chiesa che poi divenne Cattedrale. La comunità di Misterbianco ne fece una sorta di museo della memoria, raccogliendovi sia il materiale scampato alla devastazione sia generosi ex-voto che costituirono in breve il tesoro della Chiesa Matrice. Gli ambienti che ospitavano le cripte sono state adattate a questo scopo. Vi si trovano arredi della vecchia chiesa, ostensori preziosi, monete, monili e altri manufatti di oreficeria, sacri paramenti, documenti e rari manoscritti.

cantata a misterbianco
I lavori, iniziati subito dopo il 1670 proseguirono a rilento per la scarsità dei fondi.
Solo nel 1888 vennero ripresi i lavori della bianca facciata che fu ultimata nel 1905 su progetto dell’architetto Santi Bandieramonte: da un’ informe e grigia parete venne finalmente disvelato un lavoro armonioso di intarsi policromi, rosoni, fregi, capitelli e modanature che non può che suscitare ammirazione in chi guarda. Adesso, la Matrice potrà finalmente essere sottoposta ad un nuovo intervento di restauro conservativo, grazie ai fondi regionali che permetteranno di mettere in sicurezza e recuperare le parti della Chiesa che nei decenni sono andate incontro a degrado e piccoli cedimenti.
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