Etna 2021 l’eruzione è uno spettacolo della natura

Etna 2021 l’eruzione è uno spettacolo della natura

Diciamoci la verità: Mamma Etna ci ha abituato nel tempo a spettacoli pirotecnici meravigliosi. Le notti si sono spesso illuminate di estemporanee fiammate, parossismi vulcanici che hanno incantato e coinvolto turisti e persone del luogo con uguale ammirazione. Anche nel 2021 l’Etna non ha voluto mancare l’appuntamento: questa volta l’eruzione è stata a dir poco pittorica, con una coltre nube che ha riversato sul fondale azzurro una conturbante varietà di cromie.
Etna 2021 fumo
Foto di Emy Cifala

Eruzione Etna e cenere: spettacoli naturali e accorgimenti umani

L’eruzione ha preso piede giorno 16 con “fontane” di lava incandescente che raggiungevano diverse centinaia di metri dal cratere di Sud-Est. La colata ivi generatasi si è diretta verso la Valle del Bove, dove si è infine arrestata a quota 1.700 metri, lontana da centri abitati.
Tuttavia come detto stavolta a catturare l’attenzione è stata la colonna eruttiva, che come spiega l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania di Catania, è stata determinata dal parossismo. «La colonna eruttiva […] carica di cenere e lapilli che si è alzata di alcuni chilometri sopra la cima del vulcano e, spinta dal vento verso sud, ha causato ricadute del materiale piroclastico sui centri abitati fino a Catania e nel siracusano, a decine di chilometri di distanza dall’Etna».
Etna 2021 vista
E proprio tali cadute, la cosiddetta “cenere vulcanica”, è stata causa di diversi disagi. Oltre alle problematiche legate all’aeroporto, che come sempre in questi casi deve fare i conti con l’attività del vulcano, anche il sindaco Pogliese si è trovato costretto a emanare un’ordinanza con la quale nella giornata di ieri venivano banditi i motocicli e imposto un limite di velocità di 30 km orari. Anche oggi le strade saranno infatti ricoperte di questo materiale, in particolare la zona dell’acese, che è stata “bersaglio” della nuova caduta legata all’attività di questa notte.
 
Etna 2021 vulcano in attivita

Nuova eruzione stanotte, seguita da nuova pioggia di cenere

Sempre l’Ingv-Oe di Catania ha infatti reso noto che nel corso della notte si è potuto osservare un nuovo trabocco lavico del cratere di Sud-Est. «L’evento ha avuto inizio poco prima delle ore 22 e 30, per poi raggiungere il picco dopo la mezzanotte ed una fase decrescente cominciata intorno all’1. Il flusso lavico è sceso lungo il versante orientale del cono, dirigendosi verso la valle del Bove. L’ampiezza del tremore ha raggiunto livelli alti e si è registrata una massiccia caduta di cenere lungo i territori del fianco nord est, tra cui l’acese.»

Etna 2021 l’eruzione si esaurisce

L’ultimo aggiornamento segnala però come l’attività sia cessata poi stanotte: «L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica l’attività di fontana di lava si è esaurita alle 00:55 UTC circa. I flussi lavici sono ancora in lento avanzamento ma non sono più alimentati. La colata lavica principale si sta espandendo sul fondo della Valle del Bove ad una quota poco sotto 2000 m, avendo percorso 3.5-4 km Un flusso più piccoli diretto verso la Valle del Leone è lungo circa 1 km con un fronte a quota 2900 m circa. Un ulteriore trabocco è avvenuto sul fianco meridionale del Cratere di Sud-Est, alimentando una piccola colata verso sud-ovest.
La nube eruttiva è stata spinta dal vento verso sud-est, causando ricadute di cenere e lapilli sugli abitati in quel settore del vulcano.
Dopo aver raggiunto il valore massimo intorno alle 00:10, l’ampiezza media del tremore vulcanico è diminuita velocemente ed adesso presenta valori medi, ben al di sotto di quelli che si registravano prima della fontana di lava. La sorgente del tremore risulta localizzata in coincidenza del Cratere di SE, alla profondità di circa 2800m sopra il livello del mare.
Anche l’attività infrasonica è diminuita notevolmente, con valori bassi sia nel tasso di accadimento che nell’ampiezza media dei transienti infrasonici.
I dati di deformazione della rete GPS non hanno registrato variazioni significative, mentre i segnali della rete clinometrica hanno mostrato contenute variazioni in concomitanza con l’attività eruttiva.»

Il comunicato dell’istituto vulcanologico.
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