La storia della Trinacria simbolo della Sicilia

Non vi è dubbio alcuno che la Sicilia sia una terra, che dal punto di vista archeologico, accoglie vestigia tali da essere in grado di suscitare curiosità, interesse ed emozione. La storia antica che passa attraverso dominazioni millenarie, ha regalato alla Sicilia una faccia dai molteplici aspetti ed una poliedricità culturale di valore inestimabile. Se…

trinacria
Non vi è dubbio alcuno che la Sicilia sia una terra, che dal punto di vista archeologico, accoglie vestigia tali da essere in grado di suscitare curiosità, interesse ed emozione.
La storia antica che passa attraverso dominazioni millenarie, ha regalato alla Sicilia una faccia dai molteplici aspetti ed una poliedricità culturale di valore inestimabile.
Se qualcuno di voi avrà occasione di visitare il Museo Archeologico regionale di Agrigento potrà scoprire, insieme a reperti di pregio assoluto, una testimonianza storica, per certi versi unica, che riproduce il Triskele, uno degli emblemi più enigmatici della cultura celtica.
Il Triskele, che riproduce la simbologia del numero Tre presente in vari ambiti applicativi, non è così distante, come si potrebbe pensare, dalla cultura e della storia siciliana ed è curioso e significativo, rinvenire tale reperto storico nel bellissimo Museo Pietro Griffo di Agrigento.
A ben vedere, infatti, le storie sembrano coincidere avvolte da un alone di mistero; il Triskele, non a caso, sta alla base del simbolo siciliano per eccellenza: la Trinacria.

Alla scoperta della storia della Trinacria

il Regno di Trinacria
Con il termine di Trinacria, in araldica, si suole indicare una raffigurazione femminile avente la testa di Gorgone ed il corpo costituito da tre gambe piegate all’altezza del ginocchio e attaccate direttamente al capo senza un busto.
Il volto di Gorgone è incorniciato da lunghi capelli intrecciati con spighe di grano mentre gli arti appaiono piegati in modo innaturale.
Le Gorgoni, in mitologia greca, erano mostri terribili con serpenti al posto della chioma, zanne di cinghiale e lunghi artigli di bronzo. Figlie di Forco e Ceto erano tre sorelle ognuna delle quale rappresentava, rispettivamente, la perversione intellettuale (Medusa), quella sessuale (Euriale) e quella morale (Steno).
Fu durante il periodo di dominazione greca che la Sicilia fu pian piano associata alla raffigurazione femminile a tre arti; d’altronde la particolare forma dell’isola doveva aver colpito, e molto, l’immaginario collettivo del tempo.
La Sicilia, ha una forma alquanto particolare; a ben guardarla, infatti, pare essere un triangolo perfetto; i tre arti della raffigurazione simboleggiano i tre vertici del triangolo stesso (capo Peloro, capo Passero e capo Lilibeo) mentre i capelli intrecciate con le spighe di grano indicano l’ubertosità della terra.
Il volto di Gorgone, invece, sembrerebbe essere un dettaglio legato alla cultura e alla tradizione siciliana e indicherebbe un vero e proprio talismano porta fortuna contro la superstizione.
Per i Greci, profondamente intrisi di simbologie religiose di dei e semi dei, la Sicilia era un luogo avvolto di misteri ove l’incognito la faceva da padrone; fu anche per questo motivo che l’isola venne accostata ad un simbolo tanto complesso.
Durante la dominazione romana, l’emblema della Trinacria si afferma nelle arti figurative e diventa un solido emblema della regione; numerose sono le rappresentazioni su vasi e maschere che appaiono essere dei veri propri talismani per allontanare le congiunture maligne.

La bandiera siciliana

La Trinacria, è la raffigurazione che compare ancora oggi sulla bandiera della regione Sicilia; la Gorgone giace su uno sfondo giallo e rosso a simboleggiare una terra dalla forma triangolare, fertile e forte (l’arto piegato in modo innaturale è un simbolo di forza già utilizzato simbolicamente sullo scudo dei soldati greci).
Anche i colori che compongono lo sfondo della bandiera non sono casuali e stanno ad indicare il coraggio e la passione che le città di Palermo e Corleone produssero per combattere l’autorità francese durante i Vespri del 1282.

<<<<Scopri l’escursione di Cataniablog>>>>


Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *