La storia dell’architetto Carlo Sada

La storia dell’architetto Carlo Sada

Carlo Sada: Biografia

Carlo Sada nacque il 14 Maggio 1809 a Bellagio, una piccola città in provincia di Como.
Fin dalla giovane età si appassionò all’architettura e a partire dal 1822 avviò gli studi artistici presso l’Accademia delle belle arti di Brera e iniziò a seguire i corsi di architettura tenuti da Carlo Amati (architetto e docente italiano, uno dei massimi esponenti del neoclassicismo).
Tra gli altri maestri di rilievo da cui trasse insegnamento troviamo anche Luigi Sabatelli (docente di prospettiva), Domenico Moglia e Ferdinando Albertolli (entrambi docenti di ornato architettonico).
Fin da subito vennero fuori la sua passione e soprattutto il suo talento che gli permisero di aggiudicarsi numerosi premi in altrettanti concorsi di architettura durante il suo percorso di studi, in particolare tra il 1827 e il 1830.
Negli ultimi anni del suo percorso di studi presso l’Accademia delle belle arti, intraprese un alunnato presso lo studio di Pelagio Pelagi (uno dei più importanti architetti e scultore di quel periodo). Fu allora che Carlo Sada ebbe modo di confrontarsi con i maggiori esponenti dell’architettura che influenzarono in parte il suo stile e le sue scelte architettoniche future.
Sempre in quegli anni, tra il 1828 e il 1830, si cimentò nel suo primo progetto d’autore che consisteva nel completo rifacimento in chiave classica della Villa Bolsesio a Cremona.A partire dal 1830, Sada ebbe modo di lavorare a stretto contatto con Palagi che in quel periodo stava lavorando per Carlo Alberto di Savoia e altri importanti esponenti della vita politica e scientifica del tempo. Grazie ai rapporti personali intrapresi, riuscì ad affermarsi come uno dei migliori giovani architetti e divenne uno dei progettisti più attivi e apprezzati del Regno di Sardegna.

 
carlo sada clinica clementi

Si stabilì a Catania e in breve tempo gli furono assegnati prestigiosi incarichi dalle principali famiglie borghesi. Progettò, inoltre, i prospetti del Palazzo del Conte del Grado, del Palazzo Nicotra e della Clinica Clementi e si occupò personalmente dell’arredamento di alcune residenze nobiliari.
Si dedicò all’attività di restauro e arredamento dei principali palazzi della città fino al 1850 quando spostò le sue attenzioni in ambito urbano. Progettò la Piazza Maria Teresa al Borgo Nuovo, la stupenda casa per l’alloro noto avvocato Baricalla situata nella stessa piazza. Tra il 1852 e il 1854 si occupò del rifacimento della facciata del teatro di Alessandria.
Nel decennio successivo registrò alcuni dei suoi rari fallimenti in ambito di progettazione: nel 1860 fu rifiutato il suo progetto con cui partecipò al concorso per la costruzione della nuova sede del Senato del Regno e sempre nello stesso anno non fu preso in considerazione il suo progetto che prevedeva l’ingrandimento e la decorazione del ponte in pietra sul Po.
Dal 1884 al 1906 fu l’autore di diverse cappelle gentilizie nel cimitero di Catania tra cui: la Cappella Sisto Alessi, la Cappella Spampinato e la Cappella Tomaselli.
A partire dal 1910 in poi si allontanò gradualmente dal mondo dell’architettura a causa di problemi di salute dovuti all’età, realizzò i suoi ultimi importanti interventi in Liguria dove fu incaricato nella progettazione della Villa Lomellini-Bixio e della cappella per la Villa Rostan.
Da quel momento accettò sempre meno incarichi fino a ritirarsi completamente. Morì all’età di 64 anni a Catania.

La storia dell’architetto di Catania: Tommaso Malerba

tommaso malerba


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