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Coronavirus: i disservizi contagiano la Sicilia

Emergenza Coronavirus: la Sicilia comincia ad ammalarsi

Il Coronavirus comincia a sortire i suoi primi effetti: così sulla nostra bella isola, prima ancora del velenoso virus, è arrivata la paura e con essa le misure estreme di prevenzione. Il Coronavirus ha cominciato così a mietere le sue prime vittime: infettata l’economia, hanno cominciato a chiudere esercizi commerciali su esercizi commerciali. I più colpiti? I negozi orientali.
Il binomio coronavirus cina è ormai così radicato nel senso comune che, anche se i commercianti non hanno avuto rapporti con la nazione cinese, i loro negozi si sono inevitabilmente svuotati, portandoli a misure drastiche come la chiusura a tempo indeterminato per limitare i danni.
E, quando non è la preoccupazione economica, è la paura di ritorsioni razziste (sempre più frequenti sul territorio) a spingere i negozianti a chiudere i battenti. Chiudono dunque i negozi, ma non solo: rimandati diversi eventi e numerose attività, sono dunque i disservizi al momento il primo effetto del Coronavirus.

Aggiornamenti Coronavirus Sicilia: nelle università crescono i dubbi

E mentre sale vertiginosamente il numero dei contagi italiani, nelle sedi delle università siciliane pare stia cominciando a crescere la preoccupazione. E’ notizia di oggi la possibilità che tre ricercatori catanesi sono risultati positivi al primo tampone del Covid-19; i tre, che si erano recati per un convegno a Udine a fine Febbraio, sono poi tornati a frequentare l’università senza attendere il regolare periodo di quarantena, mettendo a rischio la salute di tutti coloro che sono entrati a contatto con loro, ignari della possibilità di incappare nel virus.
In ogni caso, le attività nell’Università catanese proseguono; così, mentre i gruppi universitari si spaccano sulla possibilità di prendere o meno parte alle lezioni e agli esami, tutti gli studenti concordano sulla necessità di avere la possibilità di disporre delle adeguate condizioni igieniche, suggerite per contrastare la diffusione del virus. Il che significa richiedere a gran voce che quantomeno nei bagni possano esserci sempre sapone e similari, cosa che spesso appare come un miraggio anche in tempi normali, ma che in questi frangenti appare come una doverosa necessità.

Coronavirus Misterbianco: disservizi alla posta

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Coronavirus ultime notizie: l’infezione “contagia” anche i servizi pubblici. E’ da qualche giorno che capeggia sull’ingresso della posta misterbianchese un “avviso alla clientela” che spiega che, per limitare le possibilità di contagio e come azione preventiva, è necessario limitare l’affollamento della sala. Pertanto, oltre a suggerire agli utenti di recarsi nell’Ufficio Postale nelle ore meno popolate, l’avviso dispone di attendere fuori dall’ufficio. A Febbraio- Marzo.
Insomma, le file che possono venire a crearsi fuori dall’edificio, magari in giornate fredde e piovose, rischiano di creare ulteriori malesseri negli utenti. Lasciando correre la necessità di tale disposizione (peraltro, non veicolata da una specifica disposizione in materia, come una circolare o una disposizione) la sensazione è che la Sicilia e quindi con lei enti pubblici e privati non siano assolutamente attrezzati, prima ancora che a gestire il coronavirus, la sua ombra. 
Le misure preventive contro la diffusione del Coronavirus infatti devono necessariamente avere una loro organicità, ovvero essere adottate da tutti o da nessuno. Iniziative singole di questo tipo, senza voler criticare necessariamente questo caso, rischiano soltanto di creare ulteriori file e disservizi in un momento in cui il sistema comincia a subire i colpi della paura (motivata? esagerata?) del virus.
In questo momento la soglia fra quello che è un provvedimento sensato e il concretizzarsi della paura è molto sottile, pertanto è necessario sempre attenersi alle disposizioni di coloro che si stanno occupando dell’emergenza con un occhio di supervisione. Sempre considerando che, ad oggi, la Sicilia risulta come zona verde e quindi è importante combattere efficacemente sia il virus, sia i disservizi che la paura di questo può generare.
 

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