la storia della chiesa di San Nicolò l’Arena di Catania

La Storia della Meridiana dei Benedettini

La Storia della Meridiana dei Benedettini di Catania
Nascosta nel cuore della città di Catania proprio come una perla dentro l’ostrica, la Meridiana dei Benedettini racconta una storia dal sapore antico come il tempo stesso. In seno alla Chiesa di San Nicolò l’Arena, simbolo eterno della spiritualità catanese, la meridiana segna silenziosa il passare dei secondi, dei giorni, dei mesi e lascia che sia il raggio di luce, che la investe da un secolo con assoluta precisione, a parlare di lei e a raccontare della cura e della devozione che hanno accompagnato ogni momento della sua costruzione, dall’idea nella mente del fedele, fino al progetto concreto degli astronomi Wolfgang Sartorius von Waltershausens e Christian Peters.

L’idea: costruire LA meridiana

Wolfgang Sartorius von Waltershausens
 “A costruire una meridiana sono bravi tutti. Noi costruiremo la migliore, quella che spacchi il secondo”. Wolfgang Sartorius von Waltershausens, barone tedesco di professione topografo, coinvolge nell’impresa il baffuto e pratico Christian Peters, astrologo che, come lui, è completamente devoto alla signora matematica e, insieme, ideano il piano quasi machiavellico di una meridiana perfetta. Alla base vi sono studi della latitudine geografica della città, il rilevamento topografico dell’Etna – non sia mai che il raggio si perda in qualche anfratto non calcolato – e precisissimi studi relativi alla grandezza e alla posizione dello gnomone – no, non un grande gnomo che, armato di specchio riflettente, punti il raggio verso il giusto simbolo – ma il supporto che, illuminato dalla luce perpendicolare indichi, con la propria ombra, il simbolo corrispondente all’ora esatta. Ma perché fare le cose semplici, banali come le fanno tutti?
la Meridiana dei Benedettini
Gli ingegneri Von Waltershausens e Peters vogliono stupire e pongono lo gnomone a 23 metri, 91 centimetri e 7 millimetri di altezza e fanno correre la sua ombra per 40 metri lungo la navata tra due cappelle di San Benedetto da Norcia e San Nicola di Bari. Un raggio benedetto in ogni senso.

Perché visitare la Meridiana dei Benedettini

La bellissima chiesa di San Nicolò l’Arena di Catania
Cuore pulsante di una spiritualità ancora viva e vibrante, la Meridiana dei Benedettini – e la Chiesa di San Nicolò l’Arena che l’accoglie – meritano una visita per la bellezza matematica e, allo stesso tempo, pregna di sentimento e spiritualità, in un gioco sempre contemporaneo dove la fede si sposa all’intelligenza acuta. Rendere onore al coraggio ingegneristico dei due pazzi ingegneri diventa il giusto pretesto per ammirare il lavoro minuzioso e certosino speso nel ricreare una meridiana unica in tutti i sensi. Dopo lo studio matematico, infatti, Wolfgang Sartorius e Christian Peters si dedicarono alla cura stilistica della Meridiana dei Benedettini, incaricando artigiani e scultori del posto, famosi per talento e cura del dettaglio, della realizzazione delle minute immagini dei segni Zodiacali e dei numeretti utilizzati per indicare i giorni e i mesi, in un risultato meraviglioso che avrebbe offerto al fedele un sistema di misurazione del tempo completo ai propri piedi. Corredata da spiegazioni e notizie in merito a come leggere i segni nei vari periodi dell’anno, la meridiana trova il proprio compimento nelle immense lastre di marmo, 24 per l’esattezza, che circondano e mettono in risalto la linea meridiana rosso antico.

Perché dire grazie a Wolfgang Sartorius e Christian Peters

Padri della meridiana, i due illustri ingegneri, sfidano i criteri comuni ed ideano un qualcosa di immortale ed eterno: la Meridiana dei Benedettini significa avere il coraggio di creare qualcosa di unico, perfetto alla maniera degli uomini e per questo ricco di un valore superiore, antico. Visitare la Meridiana dei Benedettini vuol dire prendere parte in qualcosa di grande.
Bisogna saper trovare il tempo per ammirare il tempo che passa!

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