Sicilia zona gialla, aumentano i casi di coronavirus

Sicilia zona gialla, aumentano i casi di coronavirus

Una notizia che non coglie nessuno impreparato. Già la scorsa settimana, infatti, la Sicilia aveva schivato di pochissimo la zona gialla – con, oltretutto, qualche dubbio sul perché di tale rinvio. Adesso invece è ufficiale: da oggi la Sicilia non è più zona bianca, ma torna nella prima delle fasce di restrizione.
Restrizioni coronavirus polemiche
Una notizia molto triste, eppure inevitabile: pesa molto la variante delta, aggressiva e minacciosa, ma pesa soprattutto il basso numero di vaccinati. Il governo spera che tutte le misure recentemente introdotte possano portare all’intensificazione dei vaccini, ma la strada verso la normalità è ancora lontana. E intanto, da oggi, siamo tornati a respirare un po’ meno nella nostra zona gialla.

Sicilia zona gialla cosa cambia

Sono poche le novità ma ci saranno comunque dei cambiamenti con la zona gialla. Il più rilevante è sicuramente l’obbligo d’indossare la mascherina anche all’esterno. Un obbligo pesantissimo, in primo luogo perché arriva dopo diversi mesi in cui ci eravamo nuovamente abituati a non usarla (chissà quante volte rischierò di dimenticarla). Ma soprattutto perché in questo periodo dell’anno sono ancora altissime le temperature e il rischio è di respirare con molta più difficoltà.
Per il resto, sono veramente risibili i cambiamenti.

Coronavirus Sicilia zona gialla spostamenti

Non ci sarà, invece, alcuna forma di coprifuoco. E inoltre si può entrare e uscire dalla regione in zona gialla ed è possibile raggiungere le seconde case fuori regione a prescindere dal colore della zona di partenza e di arrivo.

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Come stabilisce inoltre l’ultimo decreto Covid, negli impianti sportivi di una regione in zona gialla “la capienza consentita non può essere superiore al 25% di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 2.500 per gli impianti all’aperto e a 1.000 per gli impianti al chiuso”.

Sicilia coronavirus luoghi pubblici

Per teatri, cinema, concerti, musei, stadi, ristoranti al chiuso a pranzo e cena, palestre, terme, parchi divertimento, sale gioco e concorsi pubblici valgono le stesse regole della zona bianca. Quindi serve sempre il Green pass (basta aver fatto da 15 giorni la prima dose).

Rispetto alla zona bianca, non cambiano le funzioni del Green pass: il certificato verde – per vaccinati, guariti o soggetti negativi a tamponi – consentirà ad esempio l’accesso a ristoranti e bar al chiuso, dove torna il limite di 4 persone al tavolo, a meno che non si tratti di conviventi. All’aperto, il servizio può essere offerto a tutti.

Il Green pass inoltre, come in zona bianca, è obbligatorio dal primo settembre anche per salire su treni intercity e ad alta velocità, navi (tranne che per lo stretto di Messina) e autobus a lunga percorrenza, oltre che sui voli aerei nazionali (per quelli all’estero già esisteva l’obbligo, ma il green pass in linea di massimo è valido solo se si è concluso da 14 giorni il ciclo vaccinale). Restano chiuse le discoteche, come in zona bianca (dove sono autorizzati i servizi di bar e ristorante, ma non è possibile ballare in pista).

Covid-19 Sicilia sport

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Per accedere a piscine e palestre, come in zona bianca, è necessario esibire il Green pass. Nell’ultimo decreto Covid si fa esplicito riferimento agli impianti di una regione in zona gialla precisando che «la capienza consentita non può essere superiore al 25% di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 2.500 per gli impianti all’aperto e a 1.000 per gli impianti al chiuso».

Coronavirus le dichiarazione di Musumeci

La conferma sulla prevedibilità della zona gialla arriva anche dalle parole del presidente della Regione Nello Musumeci. che commenta così il provvedimento del ministro Speranza.
«La “zona gialla” in Sicilia, decisa dal ministro per la Salute – che ho sentito poco fa al telefono – non coglie di sorpresa nessuno. È, purtroppo, il risultato del fatto che nell’Isola, negli ultimi mesi, da un lato si è verificata un’intensa propaganda contro il vaccino, dall’altro è arrivato un ingente flusso di turisti, per la fortuna dei nostri operatori, direi. Non cambia molto col “giallo”, ma il passaggio di colore deve suonare come un campanello d’allarme».
«Mi aspetto che i siciliani non vaccinati contro il Covid – precisa il presidente- sentano la priorità di dare corso a questo dovere civico. Cos’altro deve accadere perché si convincano? Se nella terapia intensiva dei nostri ospedali vanno quasi tutti i non vaccinati, si vuole finalmente prendere contezza della necessità di proteggersi? La mia ordinanza sulla vaccinazione nei 55 Comuni più esposti è operativa. Valuterò domani se estenderla a tutti i centri sotto i parametri di immunizzazione, a prescindere dalla diffusione del contagio. Non si può subire ancora l’egoismo di una minoranza e l’ipocrisia di qualche politico alla ricerca di facile consenso. Dobbiamo tutti e presto tornare alla vita normale».

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