Coronavirus: allenta il virus e arriva Novovax

Coronavirus: allenta il virus e arriva Novovax

In un periodo che vede brutte notizie sotto molti fronti (da quelle legate al mondo del lavoro, a quelle legate al mondo dello sport, per tacere chiaramente dei gravissimi sviluppi internazionali) è sempre bello offrire buone notizie. Se poi quest’ultime sono legate a un evento, come la pandemia, che per due anni ha afflitto tutti noi, stravolgendo le nostre abitudini di vita e costringendoci a guardare negli occhi un profondo dolore. Ebbene, la guerra magari non sarà ancora finita, ma di certo una battaglia è vinta visto che in questi giorni non si è registrato nessun nuovo ingresso in terapia intensiva.

Coronavirus bollettino e numeri

Ci ha afflitto a lungo ma finalmente il bollettino del Coronavirus sembra lascia prevedere una tregua, complice anche l’arrivo della bella stagione. Sull’isola il tasso di positività crolla sino a far segnare il 9%. Su quasi 35mila tamponi, i contagi sfiorano i 3.500 – un numero che ci appare veramente baso, e che fa segnare un ulteriore ribasso rispetto al dato precedente (13%). Unico dato veramente negativo sono le 36 vittime del virus, che però sono riferite a un lasso di giorni che supera i tre giorni. I guariti sono 2.344 e negli ospedali sono poco più di mille i pazienti ricoverati nei reparti ordinari, con 65 invece ricoverati in terapia intensiva (e nessun nuovo ingresso, come detto).
Gli attuali positivi sono 232.282 (+2.603), con la seguente ripartizione dei casi per provincia: Palermo 1.295 casi, Catania 713, Messina 786, Siracusa 411, Trapani 497, Ragusa 379, Caltanissetta 215, Agrigento 456, Enna 231. La Regione precisa che nel computo dei contagi per provincia sono stati inseriti 1.533 casi relativi a giorni precedenti all’1 marzo.
test covid
Per quanto riguarda invece l’intero stivale, i numeri delle vittime restano alti in senso assoluto: 214 i morti in 24 ore, una cifra che rimane dolorosamente alta, per quanto il Covid ci abbia abituato a ben altre cifre. Sempre secondo i dati del ministero della Salutesono 36.429 i nuovi casi su 415.288 i tamponi, tra molecolari e antigenici, processati in 24 ore che fanno rilevare un’indice di positività pari all’8,77%.

Novovax: parte la somministrazione in Sicilia

Nel frattempo è arrivato sull’isola Nuvaxovid, il nuovo vaccino che sfrutta l’antica tecnologia – e questo dovrebbe spiegare il maggior tempo richiesto per formularlo. Prodotto dall’azienda Novovax, è stato denominato da subito “il vaccino degli antivax”, proprio per la sua affidabilità e il suo legame col passato. «C’è stata una grande risposta da parte di tante persone che aspettavano questo vaccino più tradizionale e che non volevano farsi inoculare i vaccini a mRna», ha dichiarato il dottor Enrico Mauriello, coordinatore infermieristico dell’hub vaccinale del Policlinico Umberto I di Roma. Qui infatti il vaccino sta riscuotendo molto successo fra coloro che «volevano essere vaccinate con il classico vaccino. Fanno tante domande però noi siamo pronti a togliere qualsiasi dubbio. Ieri, sono state effettuate 100 dosi con il siero proteico e oggi altre 50 persone hanno scelto di farsi inoculare Novavax».
Una fornitura da 84mila dosi è stata consegnata nella serata del 27 febbraio al porto di Palermo e adesso anche l’isola si prepara a poter disporre di quest’ulteriore arma contro il virus.

Come funziona Novovax?

Il nuovo strumento di contrasto alla diffusione del Covid-19 potrà essere usato su tutti i soggetti, a partire dai 18 anni di età, che non si siano ancora accostati ad alcun tipo di vaccino anti-SarsCoV2. Il Novavax viene somministrato per via intramuscolare con un ciclo di due dosi a distanza di 21 giorni l’una dall’altra.
vaccino anticovid 19
Sull’efficacia del vaccino si è pronunciato l’infettivologo Roberto Cauda, consulente Ema per le malattie infettive, parlando di «efficacia e sicurezza pari ai precedenti. Questo è un vaccino più tradizionale – analizza Cauda – che ha la caratteristica di usare la tecnologia delle ‘proteine ricombinanti’ che è ormai molto collaudata. Per esempio il vaccino contro l’epatite B, e non solo questo, è stato fatto con questa tecnologia e parliamo di 20-30 anni fa. Quindi è un sistema che è stato già ampiamente impiegato. È una tecnologia – chiarisce l’esperto – che richiede più tempo e questo spiega perché, mentre per sviluppare gli altri vaccini c’è voluto qualche mese, per questo è stato necessario più di un anno. Come gli altri vaccini anche quello di Novavax contiene la proteina Spike, l’arpione che consente al virus di agganciarsi alla cellula, che nella fattispecie è nella forma di proteina mentre negli altri vaccini è in forma di Rna o Dna che poi produrrà la proteina.»
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