Investimento da 700 milioni a Catania per produrre chip

Investimento da 700 milioni di euro a Catania per microchip

La nostra provincia sembra veramente vivere uno di quegli slogan che volevano farne “la silicon valley siciliana”, come qualche tempo fa suggeriva l’ex sindaco di Catania Bianco. Una nuova notizia riguardante un investimento a Catania da 700 milioni per produrre chip si aggiunge infatti alla notizia di qualche giorno fa. In quel caso era stato annunciato l’investimento da 700 milioni di Stmicro, che avrebbe portato un numero elevatissimo di posti di lavoro – circa 700 – in cinque anni.

StMicro

Fra l’altro proprio riguardo lo stabilimento di STMicroelectronics di Catania e l’ok della Commissione Europea al sostegno economico per il suo potenziamento, si è tenuto un incontro a palazzo degli elefanti. All’incontro erano presenti, oltre alla delegazione dei vertici italiani della StMicroelectronics, il commissario straordinario Federico Portoghese e l’ex sindaco di Catania Salvo Pogliese, che aveva presediuto all’avvio dei provvedimenti autorizzativi nel 2019. A tal proposito, vi era stata la cessione di un terreno, funzionale all’allargamento dello stabilimento, tramite bando pubblico in appena 41 giorni. Un lasso brevissimo, che aveva facilitato lo sviluppo del progetto e a superare la concorrenza degli altri poli produttivi, come Milano, Singapore e Parigi. Un supporto decisivo dunque da parte del Comune di Catania, dove si è adesso svolta una valutazione del carattere strategico dello stabilimento della zona industriale etnea perché rafforza la transizione verde e digitale, con il notevole impatto occupazionale diretto e indiretto che avrà sul territorio dell’area metropolitana di Catania e della Sicilia.

Investimento da 700 milioni a Catania

L’annuncio è arrivato direttamente da Ursula von der Leyen, la quale ne ha parlato durante il suo discorso al Tallinn Digital Summit. La notizia d’altronde non può lasciare indifferenti, specie se a pochi giorni dall’altra: un altro investimento da 700 milioni a Catania, stavolta per produrre microchip. Per la precisione, il nuovo stabilimento specializzato che sorgerà a Catania produrrà su larga scala wafer in carburo di silicio, componenti essenziali per i microchip adoperati negli impianti per la produzione di energia rinnovabile, realizzazione di auto elettriche e delle colonnine di ricarica a esse necessarie.

Investimento da 700 milioni a Catania

Si tratta quindi anche di un grosso passo in direzione dell’energia sostenibile, in un momento in cui più che mai le famiglie italiane sono scosse dal ciclone caro energia. D’altronde, tutte le realtà stanno investendo ingenti somme in questo settore e la presenza di un simile stabilimento a Catania ne è ulteriore indizio.

von der Leyen: “A Catania il primo stabilimento di questo tipo in Europa”

Alla già ottima notizia si aggiungerebbe una piccola nota a margine degna d’orgoglio, dato che come ha precisato Ursula von der Leyen sarebbe “per la prima volta in Europa” per una produzione di questo tipo. Questo anche grazie “al via libera della Commissione europea sugli aiuti di Stato che consentiranno un investimento da 730 milioni di euro”. “La misura italiana rafforzerà la catena di approvvigionamento dei semiconduttori in Europa, aiutandoci a realizzare la transizione verde e digitale”, è stato il commento di Margrethe Vestager, vicepresidente della Commissione. L’investimento “permetterà alla nostra industria di disporre di una fonte affidabile di substrati innovativi per chip efficienti sotto il profilo energetico”, ha aggiunto Vestager, “e creerà opportunità di lavoro altamente qualificato in Sicilia, limitando nel contempo eventuali distorsioni della concorrenza”. Il via libera di Bruxelles agli aiuti di Stato a favore dello stabilimento rappresenta la prima applicazione dello European Chips Act.

 Il provvedimento, citato dalla presidente della Commissione nella sua trasferta in Estonia, permetterà all’Italia di stanziare 292,5 milioni di euro di aiuti di Stato a favore della società STMicroelectronics, proprietaria del futuro stabilimento ad alta tecnologia, che a sua volta condividerà con lo Stato gli eventuali utili che vanno oltre le attuali aspettative. La società si è inoltre impegnata a soddisfare gli ordini prioritari dell’Ue in caso di carenza di approvvigionamento e a investire nello sviluppo della prossima generazione di microchip.

Il progetto dovrebbe essere ultimato nel 2026, quando partirà “la prima linea di produzione integrata di wafer epitassiali di carburo di silicio su scala industriale in Europa”, si legge nel via libera della Commissione. Lo stesso impianto di produzione includerà l’intera catena del substrato di carburo di silicio, vale a dire dalla produzione della materia prima (la polvere di SiC) alla fabbricazione dei wafer.


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