Foggia-Catania 1-1: la capolista frena allo Zaccheria, rossazzurri ancora imprecisi fuori casa

A Foggia finisce 1-1: Bevilacqua porta avanti i rossoneri, poi l’autogol di Buttaro rimette in equilibrio. Catania con tante occasioni, ma poca concretezza.

Foggia Catania 1 1

Un punto, tanti rimpianti. Dal Pino Zaccheria di Foggia il Catania torna con un pareggio che lascia sensazioni contrastanti: da un lato la conferma di una squadra capace di produrre gioco e occasioni, dall’altro l’ennesimo pomeriggio in cui la mira non accompagna la qualità. In Foggia-Catania 1-1, ventesima giornata del girone C, i rossazzurri hanno avuto più pallone, più corner (1-9) e più momenti di controllo, ma sono stati puniti alla prima vera fiammata rossonera nella ripresa, prima di rimetterla in piedi grazie a un episodio favorevole.

A raccontarla “da Catania”, come facciamo qui su CataniaBlog.it, il succo è semplice: la squadra di Toscano costruisce, arriva in zona-gol, ma non “chiude”. E quando non chiudi, in trasferta, basta un’azione ben fatta dall’altra parte per trasformare una gara gestibile in una partita piena di tensione fino all’ultimo recupero.

Tabellino completo della partita Foggia-Catania

Risultato finale: Foggia 1-1 Catania
Stadio: Pino Zaccheria – Foggia
Data e ora: Domenica 4 gennaio 2026 – ore 12:30
Spettatori: circa 1.000 (trasferta vietata ai tifosi etnei)
Arbitro: Lucio Felice Angelillo (Nola)
Assistenti: Alessandro Rastelli (Ostia Lido) – Andrea Romagnoli (Albano Laziale)
Quarto ufficiale: Antonio Di Reda (Molfetta)

Formazioni ufficiali

FOGGIA (4-3-3): Perucchini; Buttaro, Minelli, Rizzo, Morelli (30’ s.t. Castaldi); Garofalo (C), Castorri (30’ s.t. Nocerino), Oliva; Winkelmann (39’ s.t. Petermann), Fossati (40’ s.t. Bevilacqua), D’Amico.
Allenatore: Enrico Barilari

CATANIA (3-4-2-1): Dini; Pieraccini, Di Gennaro, Celli; Casasola, Quaini (1’ s.t. Corbari), Di Tacchio (C, 43’ s.t. Stoppa), Donnarumma; Jimenez, D’Ausilio (17’ s.t. Rolfini); Forte.
Allenatore: Domenico Toscano

Marcatori, ammoniti e dati

Gol: 57’ Bevilacqua (Foggia) / 64’ autogol Buttaro (Catania)
Ammoniti: Quaini, Di Tacchio, Celli, Pieraccini (Catania); D’Amico (Foggia)
Angoli: 1-9 per il Catania
Recuperi: 5’ (1° tempo), 7’ (2° tempo)

Analisi tattica: come è andata davvero

Primo tempo: dominio tecnico sì, ma troppo “sterile”

Il primo tempo è una fotografia abbastanza fedele del Catania di Toscano quando gira bene: possesso, organizzazione, ampiezza e ricerca del varco con continuità. Il problema è sempre lo stesso: la concretezza. Qui non si tratta di “giocare male” — anzi — ma di non trasformare il volume prodotto in vantaggio reale.

Le occasioni più nette arrivano soprattutto dalla catena di sinistra, con D’Ausilio tra i più ispirati nella prima frazione e con il Catania che riesce spesso a mettere il Foggia in difficoltà con cambi gioco e inserimenti.

Le chance principali del primo tempo (dal nostro taccuino):

  • 5’: D’Ausilio mette in mezzo, Casasola trova un cross-tiro che colpisce il palo
  • 7’: ancora D’Ausilio crea scompiglio, Jimenez spreca non inquadrando lo specchio
  • 12’ e 28’: altre situazioni favorevoli per Jimenez, senza esito

Il Foggia, però, resta in partita senza perdere testa e distanze. E quando ha l’occasione di colpire lo fa con decisione: al 39’ Pieraccini diventa provvidenziale su una conclusione pericolosa di D’Amico, e al 42’ c’è un episodio in area che accende proteste rossonere, poi archiviato dopo revisione.

Si va al riposo sullo 0-0: risultato che, per come si era messa, sta più stretto al Catania… ma è anche un campanello: quando non la sblocchi nei tuoi momenti migliori, la partita resta sempre appesa.

Dettaglio / checklist: cosa è mancato nel primo tempo

  • Ultimo passaggio più pulito: tante entrate, poche palle “perfette” in area
  • Cinismo: almeno un’occasione da convertire, soprattutto con la gara in controllo
  • Seconda palla: dopo i tiri e i cross, pochi rimbalzi aggrediti con cattiveria

Secondo tempo: il copione si inverte e il Catania reagisce (ma senza affondare)

Toscano interviene subito: dentro Corbari per l’ammonito Quaini. Ma paradossalmente è il Foggia a rientrare meglio, più aggressivo, più verticale. Il Catania perde qualche certezza nel palleggio e, in quel momento, basta una giocata per cambiare tutto.

Il gol del Foggia: giocata di D’Amico, diagonale di Bevilacqua

Al 57’ il Foggia passa: D’Amico sfonda sulla fascia e serve in area, Bevilacqua è lucido e piazza un diagonale che non lascia scampo a Dini. È il classico gol che “punisce” chi ha costruito tanto senza capitalizzare.

A quel punto, da squadra matura, il Catania non crolla. Si riallinea, riprende campo e trova il pareggio con un episodio favorevole.

Il pari del Catania: pressione, sponda e autogol

Al 64’ arriva l’1-1: azione che si sporca, rimpallo, palla rimessa in mezzo e autogol di Buttaro nel tentativo di rinviare. Un gol “sporco”, sì, ma in trasferta spesso servono proprio questi per rimettere a posto una partita che si stava complicando.

Da lì in poi, i rossazzurri provano a vincerla. Entra Rolfini per D’Ausilio per aumentare dinamismo e attacco alla profondità. Forte ha un paio di opportunità importanti (26’ e 29’ della ripresa), ma le conclusioni restano centrali e non sfondano il muro foggiano.

Il Foggia nel finale difende con ordine e determinazione: non rinuncia a ripartire, ma soprattutto non concede la “seconda occasione” pulita che spesso decide questi match.

Situazione in classifica: cosa cambia dopo Foggia-Catania

Foggia: punto pesante in chiave salvezza

Per la squadra di Barilari, che arriva da un periodo complicato e con la necessità di aggrapparsi a segnali di identità, questo pareggio è oro: tiene viva la lotta e, soprattutto, certifica che la squadra può reggere anche contro avversari tecnicamente superiori se resta compatta e concreta.

Catania: occasione non sfruttata e “tema trasferta” ancora aperto

Per il Catania il punto muove, ma non soddisfa del tutto. Il motivo, da cronisti, è chiaro: le occasioni create nel primo tempo sono state sufficienti per indirizzarla. Non farlo ha costretto i rossazzurri a rincorrere dopo lo svantaggio e a “spendere” tante energie per riagguantarla.

E torna anche un concetto che, a questo punto della stagione, non è più casuale: lontano dal Massimino la squadra fatica a essere spietata. Non è un problema di gioco, ma di conversione: tra quello che costruisci e quello che raccogli c’è ancora troppa differenza.

Valutazioni tecniche e prestazioni individuali

Catania: qualità evidente, ma il gol non arriva “per merito”

  • D’Ausilio è tra i più vivaci nel primo tempo: strappi, iniziativa, pericolosità.
  • Jimenez vive una giornata di grande partecipazione ma poca precisione: presente nel vivo dell’azione, decisivo nel “caos” dell’autogol, ma sprecone nelle chance iniziali.
  • Forte lotta, ma quando ha la possibilità di colpire non trova l’angolo o la cattiveria giusta: conclusioni troppo centrali nella ripresa.
  • Di Gennaro ha una palla-gol clamorosa nel secondo tempo: episodio che riassume il pomeriggio rossazzurro.

Il Catania “meriterebbe” qualcosa in più per la mole prodotta, ma il calcio non fa sconti: senza precisione, in trasferta, prendi quello che arriva.

Foggia: solido, opportunista, D’Amico decisivo

Il Foggia fa la partita che deve fare: compatto, attento, pronto a colpire.

  • D’Amico è l’uomo che accende l’azione dell’1-0: qualità e coraggio nei momenti chiave.
  • Perucchini alterna qualche imprecisione a interventi importanti: resta dentro la partita e aiuta a non crollare quando il Catania spinge.
    Nel complesso, per organizzazione e spirito, il pareggio è un risultato che i rossoneri possono rivendicare.

Consigli pratici/Checklist: cosa deve migliorare il Catania in trasferta

  1. Trasformare la prima occasione “pulita”: quando sei padrone della partita, devi segnare per primo.
  2. Più attacco del secondo palo: tante azioni si spengono perché manca un uomo “in scia” sul cross.
  3. Tiri più cattivi: meno conclusioni centrali, più ricerca dell’angolo o del rimbalzo sul portiere.
  4. Gestione dei momenti dopo l’intervallo: rientro in campo più intenso, per evitare inversioni di copione.
  5. Gol sporchi come piano B: se non entra la giocata, serve creare caos in area con continuità.

FAQ

Com’è finita Foggia-Catania?
È finita 1-1, nella 20ª giornata del girone C di Serie C.

Chi ha segnato i gol?
Bevilacqua per il Foggia al 57’, pareggio del Catania al 64’ con autogol di Buttaro.

Perché la trasferta era vietata ai tifosi del Catania?
Per disposizione legata all’ordine pubblico: settore ospiti chiuso e limitazioni per i residenti etnei.

Il Catania ha creato tanto?
Sì: diverse occasioni già nel primo tempo, 9 corner complessivi, ma troppe conclusioni non decisive.

Chi è stato il migliore del Catania?
Nel primo tempo D’Ausilio è stato tra i più incisivi; nel complesso, però, è mancato il guizzo risolutivo davanti.

Da Foggia portiamo a casa un pareggio che, per come si era messa (e per quanto creato), lascia l’amaro in bocca.

Ma il campionato è lungo e i segnali restano: il Catania ha idee, struttura e produzione offensiva. Adesso serve solo — si fa per dire — essere più cattivi quando la partita è nelle nostre mani.

Se eri allo stadio o l’hai seguita da Catania, raccontaci la tua: commenti, impressioni e “momenti chiave” li raccogliamo per la prossima rubrica rossazzurra su CataniaBlog.it.

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