Abbazia di Santa Maria di Mili: la chiesa più antica della Sicilia

Se hai in mente di trascorrere qualche giorno in uno dei posti più belli e incantevoli d’Italia, puoi scegliere di recarti in Sicilia in una delle frazioni della provincia di Messina, Mili san Pietro, qui potrai visitare l’Abbazia di Santa Maria di Mili. Una volta giunto sul posto i tuoi occhi potranno, immediatamente, godere della…

Abbazia di Santa Maria di Mili la chiesa piu antica della Sicilia
Se hai in mente di trascorrere qualche giorno in uno dei posti più belli e incantevoli d’Italia, puoi scegliere di recarti in Sicilia in una delle frazioni della provincia di Messina, Mili san Pietro, qui potrai visitare l’Abbazia di Santa Maria di Mili. Una volta giunto sul posto i tuoi occhi potranno, immediatamente, godere della vista di un paesaggio e di una natura meravigliosi. La stessa Abbazia che è collocata sulla riva sinistra del torrente Mili nascosta dal verde dei Peloritani crea un senso di gioia interiore nel cuore di chi visita questi posti. Lo stupore e la meraviglia di questo luogo non si limitano al paesaggio, visitare l’Abbazia di Santa Maria di Mili, infatti, ti permetterà di fare un viaggio indietro nel tempo.
Qualche cenno storico sull’Abbazia di Santa Maria di Mili

 
cenno storico sullAbbazia di Santa Maria di Mili

L’Abbazia di Santa Maria di Mili, che a pieno titolo si può annoverare tra una delle più antiche testimonianze della cultura religiosa normanna della Sicilia, è nata probabilmente sui resti di un antico cenobio di epoca Bizantina e riedificata dal Conte Ruggero I d’Altavilla che, con un atto di donazione stilato nel 1092, affida l’ Abbazia ai monaci basiliani, di rito orientale, guidati dall’abate Michele. Il conte Ruggero I d’Altavilla, fa dono oltre che dell’Abbazia, anche di una grande estensione di terreni annessi ad essa, su questi terreni è seppellito il figlio Giordano morto in battaglia nelle vicinanze di Siracusa. Le donazioni del conte Ruggero I d’Altavilla hanno favorito lo sviluppo economico, dovuto soprattutto all’agricoltura, che si è creato successivamente intorno all’Abbazia. Lungo tutto il decorso dei secoli questa Abbazia ha vissuto momenti di grande splendore alternati a momenti di decadenza, dovuti all’avvicendarsi delle diverse vicende storiche, pensiamo ad esempio all’usurpazione delle terre da parte dei nobili messinesi tra il ‘300 e il ‘400. Successivamente nel XVI secolo l’Abbazia ha vissuto un altro momento di splendore, in questo momento storico, infatti, viene visitata da Re e visitatori regi, che ne garantiscono la cura ed il culto, in questo periodo fu rifatto il soffitto e prolungata la navata centrale. Purtroppo con l’avvento delle leggi eversive dello Stato unitario, il convento viene acquisito dal demanio per essere venduto ai privati, la chiesa, invece da allora è stata acquisita dal Fondo Edifici di Culto del Ministero degli interni. Tuttora la chiesa attende di essere restaurata.

Abbazia di Santa Maria di Mili la giusta scelta per un itinerario turistico

Abbazia di Santa Maria di Mili itinerario turistico
Nonostante che questa Chiesa rimanga ancora in attesa di un restauro che le ridoni parte dell’antico splendore, scegliere di visitare questo scorcio della Sicilia, rimane uno dei luogo più belli da visitare. Anche se non è possibile visitare l’interno di questo monumento medievale, l’esterno ripaga abbondantemente il visitatore: esso potrà ammirare già al suo ingresso, dopo avere percorso la scalinata panoramica che porta all’Abbazia, l’ingresso caratterizzato da un arco di epoca barocca sormontato dallo stemma dei basiliani, è presente anche un finta balconata che lascia vedere un imponente muro di cinta. Potrà, poi, ammirare gli stupendi archi intrecciati di stampo normanno, le cupole rotonde e l’abdise centrale che ricordano le Moschee nordafricane e il portale di marmo e pietra calcarea. Al centro della navata si trova una botola, essa per mezzo di una scala conduce ad una cripta sotterranea, qui venivano poste le spoglie dei monaci basiliani. La vegetazione presente nella zona è ricca di agrumeti che a primavera deliziano l’olfatto dei visitatori con il loro profumo di zagara.